Quando si parla di portafoglio “da crisi globale”, la reazione istintiva di molti investitori non professionali è rifugiarsi negli asset tradizionalmente considerati difensivi: oro, dollaro, titoli di Stato e liquidità.
Ma il 2026 non è il 2008, né il 2020. Oggi gli scenari sono molto diversi e forse ancora più complessi: frammentazione geopolitica crescente con numerosi conflitti in atto, debiti pubblici elevati, competizione tecnologica tra potenze economiche ed un ritorno massiccio delle politiche industriali, con gli Stati che intervengono direttamente nello sviluppo di alcuni settori economici strategici, come il riarmo. In uno scenario del genere, costruire un portafoglio davvero resiliente richiede qualcosa di più sofisticato della semplice fuga verso i beni rifugio. [...]
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