A parlare sono, di nuovo, i numeri: nudi e crudi. Numeri che sono incisi in una tabella, e che dimostrano come diversi trader abbiano deciso di lanciare attacchi short contro i Treasuries, ovvero i Titoli di Stato USA. Quelli che, prima che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump tornasse alla Casa Bianca, venivano considerati ancora safe asset, asset rifugio, così come il dollaro, e che da un po’ di tempo non sono invece più visti come l’ala sotto la quale gli investitori possono trovare riparo nei tempi di crisi.
A confermare - di nuovo, nei tempi della seconda amministrazione di Trump - come la percezione dei trader e degli investitori nei confronti del debito pubblico americano sia radicalmente cambiata, è la performance dei Treasury nel corso di queste ultime sedute che hanno visto gli asset finanziari globali finire ostaggio dell’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente e della guerra, prima in Iran e poi nell’intero Golfo. Lo shock del petrolio, schizzato fino a 120 dollari al barile, ha fatto tremare i mercati di tutto il mondo: non solo azionari, ma anche dei bond sovrani. [...]
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