Da inizio mese i mercati finanziari sono entrati in fibrillazione complice il conflitto nell’area del Golfo che ha dato il via a una serie di conseguenze, due su tutte: incertezze diffuse che hanno spinto gli operatori ad alleggerire gli asset in portafoglio, un classico in queste fasi di mercato. Quando la fiducia è alta si sposta la liquidità su asset a maggior ritorno atteso, e si procede al contrario nei momenti di panico; una contrazione di risorse energetiche, petrolio e gas in primis, gli input chiave di molte produzioni in tanti pezzi di economia. In pratica crolla l’offerta a parità di domanda, schizzano i prezzi alla fonte e a cascata quelli al dettaglio, facendo esplodere l’inflazione.
Quest’ultimo passaggio è alla base dei timori sulle future mosse BCE in tema di costo del denaro: i tassi torneranno a salire? Nessuno lo sa con certezza, ma ecco quanto rendono oggi 25.000 € su un BTP a tasso fisso e un conto deposito a 2 anni [...]
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