La crisi dello Stretto di Hormuz sta rapidamente trasformandosi da tensione geopolitica regionale a fattore sistemico capace di influenzare le politiche monetarie globali.
L’intensificarsi degli attacchi a petroliere e infrastrutture energetiche nel Golfo Persico ha riacceso i timori di uno shock dell’offerta petrolifera, con il prezzo del Brent tornato stabilmente verso la soglia dei 90-100 dollari al barile. Questo scenario, apparentemente lontano dai centri decisionali occidentali, sta invece esercitando una pressione crescente su Europa e Giappone, costringendo le rispettive banche centrali a riconsiderare strategie che fino a pochi mesi fa sembravano orientate verso un allentamento. [...]
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