Negli ultimi mesi il comportamento del BTP Future ha attirato l’attenzione di molti osservatori, soprattutto per la sua capacità di anticipare i movimenti dei titoli di Stato italiani. Il ribasso iniziato a fine febbraio, con il passaggio da area 122 a poco sopra 116, ha avuto una caratteristica ben precisa: la rottura decisa delle medie mobili a 200 e 400 giorni, seguita però da un arresto quasi perfetto sulla media a 600 giorni. Questo livello rappresenta oggi l’unico vero punto di appoggio del mercato.
Tradotto in modo semplice: il calo potrebbe anche essersi fermato, ma non ci sono ancora segnali chiari che i prezzi dei BTP siano pronti a risalire. Anzi, se la media a 600 giorni dovesse cedere, il prossimo livello importante è in area 113,21, già visto nel marzo 2025. Questo significherebbe un ulteriore ribasso dei prezzi di circa il 3% e, di conseguenza, un aumento dei rendimenti. Il mercato potrebbe aver trovato un primo equilibrio, ma non esistono ancora conferme. Siamo in una fase delicata, sospesa tra possibile stabilizzazione e prosecuzione del movimento ribassista. Per questo il BTP Future resta il riferimento principale da monitorare. [...]
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