Negli ultimi decenni, l’idea di un bene rifugio universale, capace di proteggere gli investitori in qualsiasi contesto di crisi, è stata considerata quasi un dogma nei mercati finanziari. Tuttavia, gli sviluppi recenti stanno incrinando questa convinzione. Tra tensioni geopolitiche, shock energetici e turbolenze finanziarie, il concetto stesso di bene rifugio appare oggi meno solido e molto più relativo rispetto al passato.
Il conflitto con l’Iran e l’impennata dei prezzi energetici hanno rappresentato un test cruciale. Dalla fine di febbraio, i mercati globali hanno bruciato circa 6.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre le pressioni sull’inflazione sono tornate ad accelerare in molte economie avanzate. In teoria, uno scenario simile avrebbe dovuto favorire gli asset difensivi. In pratica, è accaduto qualcosa di molto diverso. [...]
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