Il repentino, e inatteso fino a febbraio, riesplodere dei rendimenti ha riacceso le speranze e le preoccupazioni sul reddito fisso. Per chi ha bond in portafoglio, per esempio, il timore è sul quanto e per quanto altro scenderanno i corsi sul mercato secondario. Detta diversamente, quanto si riveleranno più redditizie le nuove emissioni rispetto ai titoli sottoscritti nel recente passato?
Per chi, invece, ha disponibilità da investire si riprospetta il classico dilemma della scelta. Tra le tantissime alternative di mercato vediamo qui il BTP a tasso fisso al 6% che rende più del doppio del buono fruttifero a Cedola a tassi crescenti. Il tutto a quasi parità di durata residua e più o meno stesso profilo di rischio, ma non identico. [...]
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