Dall’inizio dell’operazione Ruggito del Leone, nome in codice per la guerra lanciata da Israele e Stati Uniti verso l’Iran, è ormai passato più di un mese.
Sul piano tattico militare, nonostante la rapida eliminazione dei vertici politico-militar-religiosi nelle primissime fasi a partire dalla guida suprema Khāmeneī, passando per il ministro della difesa Nasirzadeh ed il generale Larijani, non sembra vi siano progressi particolari. Tanto che non sembra escluso anche lo sbarco di qualche migliaio di marines per conquistare l’isola di Kharg – snodo centrale per i prodotti petroliferi iraniani. Extrema ratio, assieme alla distruzione delle infrastrutture elettriche e dei desalinizzatori promessa da Trump se il regime non scenderà a patti. [...]
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