La Terza guerra del Golfo imperversa e mentre proseguono le disruption dei mercati energetici si inizia a capire il peso della dipendenza dagli approvvigionamenti fossili del Medio Oriente sull’economia globale.
E si inizia a cogliere come sia l’elemento della diversificazione energetica a fare la differenza, non solo in termini di mercati di riferimento per i fossili ma anche per il fronte del mix energetico tout court. Si guardi al caso della Cina: mentre i bond dei maggiori Paesi occidentali a dieci anni rendono oltre il 4%, la Cina è l’unica grande economia mondiale ad aver conosciuto un calo del decennale e delle prospettive di inflazione rispetto al 28 febbraio, giorno fatidico che ha scatenato l’attacco all’Iran. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: