I Treasury americani sono tornati al centro della scena senza fare rumore. Non hanno la spettacolarità delle grandi correzioni azionarie né l’impatto immediato del petrolio quando accelera, ma nelle ultime settimane hanno ricominciato a mandare segnali molto chiari a chi osserva il mercato con attenzione.
Il punto non è soltanto dove siano arrivati i rendimenti a inizio aprile. Il punto vero è il percorso che li ha portati fin lì: una risalita rapida a marzo, una parziale correzione, poi un nuovo irrigidimento dopo dati macro ancora solidi. È il classico contesto in cui il mercato obbligazionario smette di essere un semplice termometro e torna a diventare una bussola. [...]
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