La guerra in Iran – e più in generale il riemergere di conflitti a sfondo religioso o civilizzazionale – ha costretto Leone XIV a uscire dalla sua comfort zone diplomatica. Non è tanto la sua condanna del conflitto a colpire: ogni papa moderno, da Giovanni Paolo II in poi, ha espresso posizioni analoghe. È il tono, semmai, ad aver segnato una discontinuità. Più diretto, più morale, meno mediatore. E soprattutto, più politico.
Nel criticare apertamente alcune posizioni del presidente Donald Trump, Leone XIV ha infranto un equilibrio delicato. La Chiesa cattolica statunitense è da anni attraversata da tensioni interne tra un’ala progressista, sensibile ai temi sociali e migratori, e una componente conservatrice, spesso allineata con il Partito Repubblicano. [...]
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