La tesi è semplice, e vale la pena metterla in chiaro subito: la bolla dell’AI non si è svuotata, si è solo spostata. Il mercato privato continua a stampare valutazioni a otto-nove zeri — OpenAI a 852 miliardi, Anthropic che riceve offerte fino a 800 — mentre il mercato quotato, che è il solo con un prezzo giornaliero onesto, sta già sgonfiandosi. Nel mezzo, il valore che l’AI promette di generare non resta né a chi costruisce i modelli né a chi rivende i software. Scivola verso i clienti finali e — sulla filiera — verso chi vende le pale che fanno girare la ruota: Nvidia.
Tuttavia, se si gratta un centimetro sotto la superficie, l’omogeneità delle due storie torna. Entrambe le aziende bruciano cassa a un ritmo industriale. La perdita netta stimata per OpenAI nel 2025 si aggira intorno ai nove miliardi di dollari. Il round da 122 miliardi chiuso a fine marzo è in buona parte — lo ammettono gli stessi analisti che lo hanno prezzato — fatto di crediti compute, tranche condizionate e contropartite circolari tra Nvidia, SoftBank e Amazon. [...]
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