L’immagine ha fatto il giro del mondo in poche ore: un soldato israeliano che, nel sud del Libano, usa una mazza da fabbro per sfondare il volto di una statua di Gesù. C’è voluto altrettanto tempo per passare dal “è un fake” al “sì, è successo davvero”.
Ma la vera notizia non è l’atto in sé. È ciò che rivela, per la prima volta davanti a un pubblico di massa, un fenomeno sistematico che i media occidentali tendono a non raccontare: il rapporto strutturalmente conflittuale tra una parte dell’establishment israeliano (governo, esercito, coloni) e le comunità cristiane della regione. [...]
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