C’è un momento dell’anno, a Piazza Affari, che torna puntuale, quasi come un rito: maggio. È il mese dei dividendi, quello in cui molte delle grandi società italiane distribuiscono agli azionisti una parte dei loro utili. Per molti investitori, soprattutto retail, questo periodo ha qualcosa di rassicurante, l’idea di incassare un rendimento immediato è semplice, concreta, quasi tangibile. Eppure è proprio qui che spesso nasce l’equivoco.
Conviene davvero comprare un titolo solo perché sta per staccare il dividendo? Partiamo da un punto che dovrebbe essere chiaro, ma che in realtà viene spesso sottovalutato, il dividendo non è un guadagno, è una trasformazione di capitale. Nel giorno dello stacco il prezzo dell’azione si adegua automaticamente, scendendo di un importo pari, o molto vicino, alla cedola distribuita, è un meccanismo tecnico, inevitabile. Se un titolo quota 10 euro e paga 0,50 euro di dividendo, il giorno dopo aprirà intorno a 9,50 euro. Non c’è creazione di valore, non c’è un rendimento “in più”, si è semplicemente spostato valore dal prezzo al conto. [...]
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