Il paper della Banca d’Italia suggerisce che dietro molti NPL delle piccole banche non ci sia soltanto una questione creditizia, ma soprattutto la debolezza organizzativa e manageriale di troppe PMI, che si presentano in banca con strutture fragili, poca cultura dei flussi, scarsa pianificazione e numeri incapaci di trasformare il bisogno di credito in credibilità aziendale.
Chi legge in modo superficiale i numeri sui crediti deteriorati delle banche (piccole) meno significative italiane, le cosiddette LSI, arriva alla conclusione più sbrigativa e più pigra, cioè che le banche piccole facciano più NPL perché sanno gestire peggio il rischio, ma il paper della Banca d’Italia del marzo 2026 racconta una storia assai meno banale, costruita su una base dati di circa 2,6 milioni di osservazioni relative al periodo 2021-2024, e mostra che il maggior tasso di deterioramento non può essere letto seriamente senza guardare prima al tipo di imprese finanziate, alla loro struttura economico-finanziaria e alla composizione effettiva dei portafogli creditizi. [...]
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