Ogni mese, milioni di italiani versano una parte del loro stipendio nel fondo pensione, convinti che quel piccolo sacrificio oggi garantirà un futuro più sereno.
Oggi, però, qualcosa di profondo sta cambiando dentro il mondo della previdenza complementare. L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia futuristica riservata alle grandi banche o alle compagnie assicurative. Sta entrando silenziosamente anche nei fondi pensione, portando con sé la promessa di una gestione più intelligente, più personalizzata e potenzialmente molto più redditizia. Non si tratta di robot che sostituiscono i gestori, ma di strumenti capaci di analizzare enormi quantità di dati in tempo reale, prevedere scenari di mercato, ottimizzare le allocazioni di portafoglio e adattare continuamente la strategia al profilo di rischio e all’età di ciascun aderente. [...]
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