Quando scoppia una guerra, la prima reazione degli investitori è cercare protezione. Oro, dollaro, Bitcoin, Treasury. Tutto quello che, almeno sulla carta, dovrebbe reggere meglio quando aumenta il rischio geopolitico.
Ma la guerra non sempre muove i beni rifugio, anzi, dall’inizio del conflitto in Iran, l’oro ha perso fino al 22%. Quello che succede spesso, però, è uno shock di domanda. In pochissimo tempo cambiano le priorità industriali, le catene di fornitura, i prezzi dell’energia e, soprattutto, i margini attesi. Quando la domanda aumenta all’improvviso e l’offerta non si adegua, alcuni titoli possono correre molto più dei classici asset difensivi. [...]
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