Il 30 aprile la BCE ha lasciato i tassi invariati. Una decisione attesa, che però potrebbe rappresentare solo una pausa prima di nuovi rialzi, come sembrano già scontare i futures e il consenso degli analisti. Il mercato prevede infatti due rialzi per uno 0,50% complessivo nel corso del 2026 e un ulteriore aumento di 0,25% nel 2027.
Nel frattempo, le proiezioni di crescita sono state riviste al ribasso: 0,9% per il 2026, 1,2% nel 2027 e 1,3% nel 2028. Le aspettative di inflazione, invece, restano ancorate al 2% nel lungo termine. Lagarde ha ridimensionato i timori di stagflazione, richiamando come le condizioni attuali siano molto diverse da quelle degli anni ’70, quando gli shock petroliferi del 1973 e del 1979 portarono a forti squilibri economici. Oggi le banche centrali dispongono di strumenti ben più efficaci per intervenire. Guardando ai mercati, lo spread in area 83 è risalito dai minimi di periodo, mentre il BTP Future, respinto sulla media mobile a 200 giorni, continua a disegnare massimi e minimi decrescenti. Un segnale che potrebbe indicare ulteriori ribassi dei prezzi e, di conseguenza, un aumento dei rendimenti. [...]
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