Lo scorso 27 aprile 2026, durante l’audizione sul Documento di finanza pubblica, il direttore del Centro Studi di Confindustria Alessandro Fontana ha pronunciato una frase che è passata quasi inosservata tra le pieghe delle cronache parlamentari. Eppure, quella frase potrebbe cambiare il modo in cui guardare alle azioni energetiche italiane nei prossimi mesi. Ha detto che se la guerra dovesse durare fino a fine anno, potremmo rischiare la crisi energetica.
Il dubbio che può sorgere ad un investitore medio è quindi: se hai Eni, Enel o utility italiane in portafoglio, e questo non è un dettaglio, cosa ha senso aspettarsi davvero da questi titoli? E la crisi energetica è un bene o un male? [...]
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