Per mesi il mercato aveva scontato una storia abbastanza semplice: inflazione in graduale rientro, BCE pronta prima o poi a tagliare ulteriormente i tassi e rendimenti obbligazionari destinati lentamente a scendere. Negli ultimi tempi, però, qualcosa sta cambiando. Ci ha messo lo zampino prima la guerra in Ucraina, poi quella in Iran e Libano e la forte impennata delle materie prime.
A riportare attenzione sul tema è stato anche il vicepresidente della Banca Centrale Europea, Luis de Guindos, che ha spiegato come le prossime decisioni sui tassi (oggi i tassi BCE sono al 2%) dipenderanno molto dall’andamento dei costi energetici e soprattutto da quanto questi avranno impatto sull’economia reale. Il vero timore della BCE non è tanto il rincaro immediato di petrolio e gas, quanto il momento in cui le imprese iniziano a scaricare sui prezzi finali, e quindi sui consumatori, l’aumento dei costi di produzione e trasporto. [...]
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