Diciamocelo chiaramente: vivremo tutti molto più a lungo di quanto pensano i nostri risparmi. Non è un’opinione, è matematica. E mentre la medicina allunga le nostre vite di decennio in decennio, le nostre abitudini finanziarie sono rimaste ferme agli anni ’80 - casa, BTP, conto in banca. Il problema? Quella strategia era pensata per una vita che oggi non esiste più. Trent’anni di pensione non si finanziano con un libretto postale. I figli che si sistemano tardi, i genitori che invecchiano, la salute che prima o poi presenta il conto: tutto questo ha un costo reale, che si allunga insieme alla vita. Eppure la maggior parte delle persone continua a fare quello che ha sempre fatto - accantonare, conservare, aspettare - senza mai chiedersi se quei soldi arriveranno davvero dove servono, quando servono.
E qui casca l’asino: proteggere i risparmi a tutti i costi è, paradossalmente, uno dei modi più sicuri per impoverirsi. Non si tratta di diventare trader o di scommettere in borsa, ma di una cosa molto più semplice e molto meno raccontata: capire che i soldi hanno un tempo. Quello per le spese di domani non è lo stesso di quello per i bisogni fra vent’anni. E confonderli - tenerli tutti nello stesso posto, con la stessa logica - è un errore che si paga caro. Molto caro. Solo che la bolletta arriva in ritardo. [...]
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