A marzo 2026, oltre 522.000 italiani hanno sottoscritto il BTP Valore. Un numero che racconta qualcosa di profondo: la fiducia nel titolo di Stato italiano resta radicata, quasi viscerale. Eppure, mentre quella sottoscrizione andava in scena, esisteva già sul mercato uno strumento alternativo con caratteristiche strutturalmente diverse. Non necessariamente migliore in assoluto, ma diverso in modo rilevante. La domanda non è chi ha torto e chi ha ragione, ma è quanti di quei 522.000 risparmiatori conoscessero entrambe le opzioni prima di scegliere.
Il BTP Valore emesso a marzo 2026 offrirebbe un rendimento lordo a scadenza del 3,07%, che scenderebbe al 2,92% netto applicando l’aliquota agevolata del 12,5% riservata ai titoli di Stato. L’ETF SXRP di BlackRock, comparto obbligazionario governativo in euro con scadenze comprese tra 3 e 7 anni, TER dello 0,15% e 72 titoli in portafoglio con replica fisica, presenterebbe invece uno yield-to-maturity lordo del 2,56%, pari al 2,24% netto. Lo spread sarebbe di 68 punti base annui a favore del BTP: su €30.000 investiti, circa €204 l’anno, ovvero circa €1.224 sull’intera durata di sei anni. Una differenza concreta, che non andrebbe né ignorata né sopravvalutata. [...]
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