La diffusione dell’Hantavirus delle Ande — sebbene apparentemente molto più controllata rispetto a quella del Covid-19 nei primi giorni della pandemia del 2020 — resta comunque motivo di preoccupazione, poiché casi e contatti stretti vengono identificati in diversi Paesi. Le autorità sanitarie ora monitorano attentamente la situazione per capire se le misure adottate saranno sufficienti a prevenire un’ulteriore trasmissione. I segnali attuali suggeriscono che l’hantavirus delle Ande si trasmetta tra esseri umani con molta meno facilità rispetto al Covid-19, e che il contagio richieda generalmente un contatto stretto con una persona infetta e sintomatica. Tuttavia, se la trasmissione dovesse continuare e se i governi fossero costretti a imporre restrizioni più ampie, quale sarebbe l’effetto finanziario di tali misure? Che cosa ci hanno insegnato i periodi di lockdown e coprifuoco tra il 2020 e il 2022 sulla gestione delle crisi?
La pandemia di Covid-19 si diffuse in tutto il mondo, costringendo più di cento Paesi a imporre restrizioni alla normale vita sociale ed economica. Gli effetti furono immediati: l’incertezza derivante dall’inizio della pandemia provocò il crollo dei mercati azionari nel 2020. Il 12 marzo 2020 l’S&P 500 e il Nasdaq persero oltre il 9%, mentre il FTSE 100 perse più del 10%. I mercati tedesco e francese scesero di oltre il 12%, e il FTSE MIB di Milano chiuse in calo del 16,9%. [...]
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