Mentre tutti guardavano i numeri del PIL e i titoli sullo spread, l’asta dei BTP di maggio ha mandato un segnale sottile che quasi nessuno ha fermato a leggere con attenzione: cosa ci dice davvero la struttura di quell’offerta sul modo in cui il Tesoro italiano sta gestendo il debito pubblico in un momento di mercati sotto pressione?
Quando i rendimenti del BTP decennale schizzano al 3,87% e lo spread con il Bund tedesco torna a sfiorare gli 80 punti base in una sola seduta, non è solo una questione di nervosismo geopolitico: è il momento in cui il costo reale di rifinanziare 2.800 miliardi di debito pubblico smette di essere un numero astratto e comincia a pesare sui conti di tutti. [...]
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