Ci sono giorni, sui mercati, in cui ti accorgi che due racconti opposti stanno andando avanti insieme, sullo stesso grafico, senza darsi fastidio. Da un lato la festa: AI, produttività, utili che esploderanno, il futuro che è già qui. Dall’altro qualcosa di più ruvido, che fa meno rumore ma pesa di più: bollette che non scendono, petrolio che si rimette in moto, rendimenti dei titoli di Stato che salgono come se niente fosse, e banche centrali con le mani molto meno libere di quanto si raccontasse fino a pochi mesi fa.
È in questa specie di stridore che ci muoviamo adesso. Wall Street ha corso a lungo su una promessa - un nuovo ciclo trainato dall’intelligenza artificiale - e per un po’ è bastata. Ma il mercato obbligazionario, che di solito ha meno fascino e più memoria, ha rimesso sul tavolo una domanda che nessuno voleva davvero affrontare: quanto vale la crescita di domani, se il denaro oggi torna a costare? [...]
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