Il ritorno dello Stato nell’energia europea non è più una deviazione provvisoria, né una parentesi aperta dalla guerra in Ucraina e destinata a chiudersi con la normalizzazione dei prezzi.
È diventato ormai uno dei tratti strutturali della nuova politica industriale del continente. Dopo trent’anni in cui liberalizzazioni, privatizzazioni e mercato interno erano stati presentati come la direzione obbligata, la sequenza di crisi iniziata con il Covid, proseguita con il taglio del gas russo e aggravata dall’instabilità geopolitica ha riportato i governi al centro del sistema energetico. [...]
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