C’è qualcosa di strano nel modo in cui le istituzioni europee stanno comunicando lo scenario attuale: la BCE ha lasciato i tassi fermi al 2% per la settima volta consecutiva mentre l’inflazione nell’Eurozona è già risalita al 3%, e la crescita del PIL nel primo trimestre 2026 ha toccato un misero +0,1%, eppure nessuno sembra voler pronunciare ad alta voce quella parola scomoda che descrive esattamente questa combinazione.
Quando il costo dell’energia rimane strutturalmente elevato a causa dello stallo sullo Stretto di Hormuz, con il Brent stabilmente sopra i $107 al barile, le banche centrali si trovano in una trappola quasi impossibile: alzare i tassi per combattere l’inflazione significherebbe soffocare una crescita già agonizzante, mentre lasciarli fermi significa lasciare che il potere d’acquisto di famiglie e imprese si eroda mese dopo mese. [...]
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