Nel panorama europeo dei media tradizionali, il 2026 si sta configurando come un anno potenzialmente decisivo, un crocevia tra le difficoltà strutturali accumulate negli ultimi anni e i primi segnali concreti di una possibile inversione di tendenza. Il settore televisivo e dell’intrattenimento broadcast vive da tempo una fase di profonda trasformazione: da un lato la contrazione costante della raccolta pubblicitaria sul mezzo lineare, erosa dalla concorrenza spietata delle grandi piattaforme digitali, dall’altro una frammentazione sempre maggiore delle audience che rende più complesso monetizzare i contenuti.
A questo si aggiungono le incertezze macroeconomiche che hanno frenato gli investimenti pubblicitari di molti settori ciclici, creando un contesto particolarmente sfidante soprattutto in alcuni dei principali mercati del continente. [...]
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