C’è un numero che circola tra i gestori patrimoniali e che molti risparmiatori italiani ancora non hanno messo a fuoco: 5,2%. È il rendimento che il decennale americano ha sfiorato di recente, un livello che non si vedeva da quasi vent’anni. Nel frattempo, chi ha i risparmi parcheggiati in BTP decennali porta a casa poco più del 4,5%, con un differenziale che inizia a pesare sul tavolo delle scelte finanziarie.
Per capire perché il Treasury decennale statunitense al 5,2% stia attirando attenzione, bisogna fare un passo indietro sul ciclo dei tassi d’interesse. La Federal Reserve ha condotto tra il 2022 e il 2023 uno dei cicli di rialzo più aggressivi della storia recente, portando i Fed Funds Rate da quasi zero a oltre il 5%. Questa traiettoria ha trascinato verso l’alto i rendimenti dei titoli di stato americani lungo tutta la curva, compresi i decennali. Negli anni successivi non c’è stata una vera e propria normalizzazione dei tassi. E il rendimento quindi è rimasto alto. E quindi, chi entra oggi su un Treasury al 5,2% si assicura quel flusso cedolare per dieci anni, indipendentemente da ciò che accadrà dopo. [...]
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