Secondo il nuovo rapporto World Energy Investment 2026 dell’IEA, gli investimenti globali nell’energia saliranno quest’anno a 3.400 miliardi di dollari, con una crescita del 5% rispetto al 2025. È un dato importante perché arriva in un contesto segnato dalla crisi in Medio Oriente, dall’incertezza sullo Stretto di Hormuz e da una nuova percezione del rischio geopolitico nelle forniture energetiche. Circa 2.200 miliardi di dollari andranno a rinnovabili, nucleare, reti, accumuli, combustibili a basse emissioni, efficienza ed elettrificazione, mentre circa 1.200 miliardi resteranno destinati a petrolio, gas naturale e carbone.
Il messaggio centrale del rapporto è che la sicurezza energetica torna a essere il criterio dominante nelle decisioni di investimento. La crisi mediorientale ha mostrato quanto il sistema globale resti vulnerabile quando una parte rilevante dei flussi di petrolio e gas dipende da passaggi obbligati, nel caso specifico dallo Stretto di Hormuz. Per questo l’IEA prevede una maggiore attenzione a diversificazione delle rotte, infrastrutture alternative, scorte, ridondanza delle reti e sviluppo di risorse domestiche. Il punto è che tutto questo può rendere il sistema più sicuro, ma anche più costoso. [...]
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