Nel panorama degli investimenti obbligazionari italiani, pochi confronti suscitano tanto interesse tra i risparmiatori quanto quello tra i BTP e i CCTEu. Entrambi rappresentano titoli di Stato emessi dal Tesoro, accomunati da un elevato grado di sicurezza legato alla garanzia sovrana, dalla tassazione agevolata al 12,5 per cento sui rendimenti e da una liquidità generalmente buona sul mercato secondario. Eppure, la scelta tra questi due strumenti dipende in modo cruciale dalle aspettative sui tassi di interesse, dal profilo di rischio dell’investitore e dall’orizzonte temporale di investimento. A giugno 2026 la situazione di mercato offre un quadro chiaro per orientare la decisione.
Chi acquista un BTP sa esattamente quanto incasserà ogni semestre, indipendentemente dall’andamento futuro dei tassi. In un contesto di tassi stabili o in discesa, come quello che molti analisti hanno ipotizzato negli ultimi cicli, i BTP possono offrire un vantaggio aggiuntivo attraverso l’apprezzamento del prezzo sul mercato secondario. Un calo dei rendimenti di mercato fa salire il valore del titolo a tasso fisso, generando potenziali plusvalenze in conto capitale oltre alla cedola prestabilita. [...]
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