Buoni postali da un lato, e bond Italia Sì dall’altro, hanno elementi in comune ed altri che divergono significativamente. Le tre caratteristiche chiave in comune sono la natura sovrana dell’emittente, la garanzia sul capitale e il regime fiscale. Il risparmio postale lo lancia Cassa Depositi e Prestiti, una controllata MEF, e il BTP Italia Sì il Tesoro, un Dipartimento del MEF. Pertanto i due prodotti godono della garanzia dello Stato Italiano sul capitale confluito. La fiscalità di vantaggio è uguale sui due fronti a partire dalla trattenuta del 12,50% su interessi, plusvalenze e premio fedeltà (è del 26% sui Depositi Supersmart). Idem per l’imposta di bollo del 2X1.000 (sui buoni, nei casi e modi di Legge) e l’esenzione dalle imposte di successione. Infine l’esclusione dal calcolo del patrimonio mobiliare ISEE fino a 50mila € (per nucleo familiare) investiti in BTP, buoni e libretti.
Un altro aspetto che buoni e BTP Italia Sì condividono riguarda la liquidabilità dello strumento, sempre ammessa ma con delle peculiarità. CDP rimborsa a 100 il capitale nominale dei buoni sottoscritti, al netto di eventuali tasse e maggiorato di interessi netti riconosciuti. Sui BTP la certezza a 100 è solo a scadenza, mentre prima di allora il prezzo di compravendita lo fa il mercato. [...]
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