Per comprendere la ratio del confronto tra due prodotti apparentemente differenti, vediamo le spendibilità del neo bond. A grandi linee, i gestori patrimoniali fanno in genere due ordini di raccomandazioni (tra i vari). La prima riguarda l’evoluzione nel tempo della propria asset allocation che dovrebbe evolvere seguendo il c.d. ciclo di vita. Vale a dire prediligere il rischio (azioni di Borsa) da giovani, quando c’è ancora tanta vita davanti a sé. Da adulti, invece, di consolidare i guadagni conseguiti alleggerendo la componente azionaria a beneficio di quella obbligazionario. In età avanzata, infine, di puntare in assoluto alla protezione dello status quo. È uno stadio in cui la vita si è “contratta” per cui prodotti monetari e obbligazioni a breve/medio termine sono da prediligere.
In merito al BTP Italia Sì, invece, i gestori sostengono di prediligerlo quando si teme una ripresa accelerata dell’inflazione, specie se temuta a lungo termine. In tal caso il tasso fisso spesso genera rendimenti reali negativi. Alternativamente, quando un portafoglio è già composto da prodotti a tasso fisso e sul capitale di rischio. Qui sorge l’esigenza di bilanciare in parte la composizione del giardinetto titoli. Infine, quando si è avanti negli anni e l’obiettivo è di preservare (in termini reali) quanto già si dispone. [...]
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