L’esperimento condotto da Microsoft Japan nel 2019, che ha registrato un aumento della produttività di circa il 40% nel corso di una prova durata un mese, insieme ai progetti pilota nazionali realizzati in Islanda e nel Regno Unito, ha riacceso l’interesse dei dirigenti aziendali alla ricerca di strumenti per migliorare il rapporto con i dipendenti e il loro benessere. Non tutti, però, sono convinti che la settimana corta rappresenti un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo. L’imprenditore ed esperto di produttività Alex Genadinik avverte che la riduzione delle ore lavorative potrebbe compromettere quella che definisce un’“immersione appassionata” nel lavoro, elemento essenziale per favorire intuizioni profonde e mantenere la competitività nel lungo periodo.
Le prove di breve durata tendono a produrre risultati incoraggianti. Il programma "Work-Life Choice Challenge" di Microsoft Japan ha ridotto la settimana lavorativa dei dipendenti, affiancando la misura a una drastica diminuzione delle riunioni. Secondo il management, ciò ha determinato un aumento della produttività oraria e un miglioramento del morale del personale. Analogamente, il celebre progetto britannico sulla settimana di quattro giorni-, realizzato in collaborazione con ricercatori universitari e numerose aziende, ha evidenziato che molte imprese partecipanti sono riuscite a mantenere o persino incrementare la produttività, mentre i lavoratori hanno segnalato una diminuzione dello stress e un migliore equilibrio tra vita privata e professionale. [...]
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