Siamo di fronte a mesi molto delicati. Osservate senza filtri, le valutazioni delle azioni USA sembrerebbero eccessive, o comunque superiori alla media storica. Ma se le si osserva in chiave prospettica, con le attese sugli utili incorporate, il quadro diventerebbe improvvisamente più equilibrato, quasi rassicurante.
Il problema è che il mercato starebbe scontando aspettative sugli utili particolarmente ambiziose. Ma si è davvero reso conto di quanto sta diventando oneroso il costo del debito? E se i rendimenti dovessero salire ulteriormente, o restare sostenuti a questi livelli, cosa potrebbe accadere quando le grandi aziende tecnologiche, impegnate in investimenti massicci sull’intelligenza artificiale, dovessero esaurire la liquidità disponibile? [...]
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