In un recente studio, su Industrial Relations: A Journal of Economy and Society, vengono analizzate le riforme che hanno avuto luogo in Europa all’inizio del millennio (Portogallo nel 1996, Italia nel 1997, Francia nel 1998, Belgio nel 2001 e Slovenia nel 2002) sotto l’egida della direttiva UE sull’orario di lavoro. Queste riforme non hanno ridotto la settimana lavorativa, come la maggior parte delle proposte in questi giorni, ma piuttosto hanno ridotto le ore lavorate a livello giornaliero. Tuttavia, possono fornire alcuni suggerimenti utili ai policymakers e alle aziende.
Lo studio mostra che, in media e rispetto ai settori in cui l’orario di lavoro settimanale era già al di sotto della mediana, le riforme hanno ridotto la quota di lavoratori con le normali ore settimanali al di sopra della soglia e le ore annuali lavorate per dipendente. Questo può sembrare un risultato ovvio, ma non lo è, perché le aziende avrebbero potuto semplicemente ricorrere al lavoro straordinario o ad altri sistemi per mantenere le ore lavorate per dipendente. Le riforme hanno portato quindi ad una riduzione effettiva delle ore lavorate. [...]
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