Comprare azioni e poi dimenticarsele nel portafoglio investimenti. È una delle strategie più chiacchierate tra chi si espone al mercato azionario, e resta valida perché chi non vende non paga commissioni, non paga imposte sulle plusvalenze fino al disinvestimento e non rischia di uscire nel momento sbagliato. E il 2026 ha già offerto diverse occasioni per uscire nel momento sbagliato, tra la guerra in Iran, lo shock energetico e le forti oscillazioni dei titoli tecnologici a ogni notizia sui piani di investimento sull’intelligenza artificiale.
Ma «comprare e dimenticare» funziona solo se si comprano le azioni giuste. Quando un investitore sceglie titoli da detenere per decine di anni, la variabile che conta non è il prezzo di ingresso ma la durata del vantaggio competitivo. Quanto a lungo l’azienda potrà difendere i propri margini da concorrenti, regolatori e cambiamenti tecnologici? Le società ad alta capitalizzazione partono avvantaggiate perché dispongono di governance strutturata, accesso al capitale e prodotti difficilmente sostituibili, ma non tutte compongono valore allo stesso modo. [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: