La previdenza integrativa (o complementare) non è da evitare. Considerata la situazione in cui versa l’Inps, trovare strade supplementari per assicurarsi una degna vecchiaia è ormai diventato un obbligo per tutti i lavoratori che hanno massimo 50-55 anni. Ma, per poter vivere dignitosamente l’età non lavorativa, occorre essere attenti nella scelta dei fondi pensione. Perché potrebbero riservarvi qualche spiacevole sorpresa.
Ma partiamo dal fondo. I fondi immobiliari, che negli ultimi vent’anni hanno accumulato notevoli perdite, oggi compaiono poco tra le offerte delle banche (ho detto “poco” ma non sono scomparsi!), mentre li ritroviamo in quantità industriale nei fondi pensione e anche nelle casse previdenziali dei lavoratori autonomi: Enasarco, Enpam, Enpap, Inarcassa, eccetera. Pertanto milioni di italiani sono obbligati, solo perché iscritti a una di queste casse, a tenersi sul groppone investimenti senza averli scelti e magari senza sapere quanta spazzatura stanno comprando con il proprio sudore. A tal proposito vi invito a chiedere sempre quanta parte del capitale di un fondo pensione è investito in fondi immobiliari. Se supera il 3%, non sottoscrivete nulla. [...]
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