La decisione della Germania di escludere la spesa per la difesa dai limiti fiscali, in risposta al calo del sostegno degli Stati Uniti, e la proposta del futuro cancelliere Mertz di istituire un fondo tedesco da 500 mld di euro per un programma a medio termine di investimenti in infrastrutture e in armamenti, sta avendo un impatto significativo sui mercati europei. Sia su quelli azionari (in rally) sia su quelli obbligazionari (in sell-off).
Gli effetti positivi sulla crescita della Germania dovrebbero durare nel tempo e non essere solo un “fuoco di paglia” una tantum dovremmo vedere benefici concreti distribuiti su diversi anni. Oggi 5 marzo assistiamo anche ad un deciso rafforzamento dell’ euro sul dollaro: vale 1,07 contro 1,0240 del 10 gennaio. E c’è anche un’ altra logica dietro questo movimento sui cambi. La logica secondo cui una maggiore spesa alimenterà l’inflazione, richiedendo una politica più restrittiva da parte della Banca Centrale Europea, e questo ha spinto l’euro verso la sua migliore serie di rialzi di tre giorni consecutivi dal novembre 2022 e ha fatto salire i rendimenti obbligazionari a 10 anni di almeno 20 punti base non solo in Germania, ma anche nel Regno Unito, in Francia, Italia e Spagna. Il mercato pensa che nei prossimi anni, l’emissione di enormi quantità di debito sarà piuttosto destabilizzante per i mercati obbligazionari europei, in particolare per la parte lunga della curva. [...]
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