Stavolta saranno i Bund a scatenare il panico sui mercati, infettando i bond sovrani dell’Eurozona, BTP italiani inclusi? Con il bazooka fiscale da 500 miliardi di euro, che ha appena passato il test del Bundestag, stavolta sarà la Germania a salire sul banco degli imputati, contrariamente a quanto avvenne durante la crisi dei debiti sovrani dell’area euro, quando a far andare in tilt i mercati dei titoli di Stato del blocco furono Grecia e Italiain primis, colpevoli di essersi macchiate del peccato originale del debito?
A fronte di chi fa notare che non è il caso di preoccuparsi così tanto per una economia, quella della Germania, che fa fronte a un rapporto debito-PIL poco superiore al 62%, c’è chi avverte che l’allentamento del principio costituzionale tedesco del debt brake, ovvero del freno al debito , “Schuldenbremse” in tedesco, e la prospettiva di un governo di Berlino meno ligio a tenere sotto controllo i propri conti pubblici hanno già penalizzato i Bund. In diverse occasioni, le scosse che hanno colpito i titoli di Stato tedeschi hanno infettato infatti anche i BTP, come hanno dimostrato le recenti impennate dei rendimenti che hanno interessato sostanzialmente tutti i debiti sovrani del blocco. Protagoniste sicuramente le impennate dei rendimenti dei Bund, al ritmo più forte dai tempi della caduta del muro di Berlino. Ma occhio anche ai BTP, che hanno visto i rendimenti tornare al di sopra della temuta soglia del 4%. [...]
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