Risparmio e Investimenti

Il paradosso Buffett: perché continuiamo a credere nell’investimento attivo anche quando la realtà ci smentisce

24 Maggio 2025 - 07:10

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Redazione Money Premium

Anche dopo l’addio di Buffett, il culto dell’investimento attivo resiste: fede, mito e autoillusione plasmano una religione finanziaria che ignora l’evidenza dei numeri.

Nel mondo della finanza, alcune figure superano lo status di esperti e diventano simboli, archetipi, quasi divinità. Warren Buffett è uno di questi. Conosciuto come il “Saggio di Omaha”, il suo nome è ormai sinonimo di successo, saggezza e coerenza finanziaria. Ma c’è una profonda, persistente ironia nel modo in cui il mondo della finanza lo venera: Buffett è il messia dell’investimento attivo, e al contempo il suo più feroce detrattore.

Fin dagli anni ’70, Buffett ripete nei suoi scritti e nelle sue lettere annuali agli azionisti che battere il mercato sistematicamente è impossibile per la maggioranza degli investitori. “Chi cerca rendimenti superiori alla media è destinato alla delusione,” scriveva già nel 1975. Eppure, il suo stesso track record lo smentisce clamorosamente: un rendimento composto del 20% annuo per oltre mezzo secolo, il doppio rispetto all’S\&P 500. [...]

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