Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. È un vecchio adagio che calza a pennello per raccontare il dramma di settanta milioni di euro evaporati in appena due anni nei meandri delle truffe finanziarie online, come segnalato da una analisi condotta dalla Guardia di Finanza.
Non bastano la scaltrezza dei truffatori, la tecnologia sempre più raffinata, i messaggi costruiti al millimetro per sedurre le vittime. Il vero detonatore di questo disastro economico è l’avidità. La stessa che sei anni fa denunciavo su queste colonne, quando scrivevo che gli Alex Fodde (ve lo ricordate il giovane svizzero che si fingeva broker e che prometteva ai risparmiatori grandi guadagni a “rischio zero”? ) non sono l’unico male e che spesso la fragilità dei risparmiatori è il vero carburante del sistema delle illusioni. E oggi quella fragilità, unita alla smania di facili guadagni, diventa il terreno fertile su cui prosperano queste nuove truffe digitali. [...]
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