L’orizzonte temporale a 4 anni è uno dei più gettonati tra gli emittenti sul reddito fisso. Spesso le alternative si giocano più sul filo delle condizioni economiche e/o soggettive di sottoscrizione del prodotto di turno che sui ritorni nudi e crudi. Le motivazioni sono semplici e facilmente desumibili. Uno rimanda al rischio, per cui più è contratto e meno bisogna “pretendere” in termini di ritorno dall’investimento.
Sul conto deposito bancario vincolato tutto varia in base alle condizioni economiche previste dalla banca di turno. Da una ricerca in rete sul timeframe quadriennale sono emersi 6 prodotti concorrenti dai rendimenti annui lordi compresi tra il 2,90% e il 3,00%, cioè il 2,15-2,22% netto. Rispetto ai buoni e ai BTP che seguono qui c’è che la ritenuta fiscale sugli interessi è del 26% e che i soldi spesso sono disponibili a scadenza. Prima del termine si ha solo una scrittura contabile che attesta il diritto del rimborso finale del proprio capitale maggiorato degli interessi netti maturati. Infine bisogna vedere se l’intermediario propone il deposito ai soli titolari del suo conto corrente oppure no. Nel primo caso, infatti, i maggiori tassi offerti mirano in realtà ad acquisire nuova clientela e quindi nuovi capitali. [...]
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