Il 2025 è stato uno di quegli anni che cambiano la narrativa di Piazza Affari. L’indice italiano ha chiuso con un ritorno totale vicino al 33%, dividendi inclusi, facendo meglio di gran parte dei listini europei e riportando l’attenzione degli investitori su un settore che per anni era rimasto ai margini del racconto. Le banche. Non come scommessa ciclica, ma come vero pilastro del mercato. E dentro questo movimento c’è stato un titolo che ha fatto molto più degli altri, correndo a doppia cifra e diventando uno dei principali motori del rialzo dell’intero listino.
Non è stata una fiammata. Il 2025 ha confermato che il sistema bancario italiano è entrato in una fase diversa rispetto al passato, fatta di utili elevati, capitale abbondante e una capacità di generare valore che ha retto anche mentre i tassi iniziavano a scendere. La stagione straordinaria dei rialzi della Bce si è trasformata in una normalizzazione più silenziosa ma più strutturata, in cui commissioni, risparmio gestito e servizi hanno smesso di essere una voce accessoria e sono tornati al centro del modello di business. [...]
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