Il 2026 di Saipem era partito con il botto. In poche sedute il titolo aveva messo a segno un +9%, i massimi del 2025 tornavano nel mirino e il mercato sembrava pronto a scommettere su un vero cambio di passo. Poi, quasi senza segnali di avvertimento, la frenata. Non un crollo, ma un’inversione abbastanza brusca da far scattare il campanello d’allarme. Cosa sta cambiando davvero sotto la superficie?
Sullo sfondo scorre una notizia che arriva da lontano e che, almeno in apparenza, non dovrebbe avere effetti immediati sui listini europei. L’arresto di Nicolás Maduro e il suo trasferimento negli Stati Uniti, con accuse pesantissime di narco-terrorismo, non ha scatenato il caos sul petrolio. Il Brent resta intorno ai 60 dollari al barile, il WTI poco sotto, la curva è in contango. Nessun panico, nessuno shock di offerta. Almeno in apparenza. [...]
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