L’intelligenza artificiale inizia il 2026 finanziario così come aveva finito il 2025: grandi aspettative, dinamismo industriale, capitali in movimento e, però, alle spalle l’ombra della bolla e della recessione. Una bolla che rischia di essere finanziaria, tecnologica e fisica, visto che le compagnie tecnologiche si stanno profondamente indebitando per costruire gli spazi materiali su cui l’intelligenza artificiale dovrà correre, a partire dai colossali data center che soprattutto negli Usa stanno spuntando ovunque.
In sostanza: una componente non secondaria della spesa delle Big Tech per l’IA avviene nel settore real estate, soprattutto in territori funzionali allo sviluppo dei data center e dove, dunque, la chiamata alle armi dell’industria innovativa può generare grandi sommovimenti in termini di valore immobiliare e sta già ponendo grandi questioni sulla sostenibilità dei progetti. [...]
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