Da “tempio” della tecnocrazia a simbolo di un’élite frastagliata e divisa di fronte al connubio tra innovazione e politica, al crollo della globalizzazione ideale, all’emersione di nuove rivalità strategiche: il World Economic Forum si riunisce, ogni anno, a Davos per parlare di un mondo che, da un lato, è sempre meno il suo e dall’altro, però, non esita a accogliere quelle “specie aliene” che stanno cambiando i paradigmi internazionali, conscio che il sistema attuale e consolidato in decenni di globalizzazione non è destinato a morire da un giorno all’altro.
Nel 2017 fu Xi Jinping, in versione “alfiere” della globalizzazione con caratteristiche cinesi, a incantare la platea dell’élite finanziaria globale. Nel 2024 toccò a Javier Milei farsi alfiere del “vangelo libertario” e della lotta a ideologie a suo avviso ritenute troppo progressiste come il sostegno allo sviluppo sostenibile e l’ambientalismo. [...]
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