C’è chi la chiama "rivoluzione" e chi, per usare un termine tanto caro a Mao Zedong, "lunga marcia". Da qualunque prospettiva la si guardi, e indipendentemente dalle parole utilizzata per descriverla, la trasformazione in atto nell’industria cinese dell’alluminio è destinata a lasciare un’impronta ben visibile sulla mappa economica del Paese.
Ci sono due mutazioni parallele da attenzionare. Una riguarda il trasferimento delle aziende del suddetto settore dal nord depresso del Paese, ossia dalla cosiddetta Rust Belt del Dragone, al sud, dove è in corso un importante sviluppo hi-tech; l’altra chiama in causa il graduale passaggio alle energie rinnovabili per continuare ad alimentare l’ascesa green della Cina. [...]
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