Chi segue i mercati lo sa: a volte bastano poche righe, un annuncio tecnologico, una parola, “intelligenza artificiale”, per scatenare reazioni violente. L’11 febbraio 2026 il settore del risparmio gestito è stato travolto da vendite pesanti in Europa e in Italia. A Milano, alcuni tra i principali operatori hanno perso tra il 5% e l’8% in una sola seduta, contribuendo al calo dello 0,74% dell’indice Ftse Mib.
Il motivo è stato l’annuncio di nuovi strumenti di pianificazione fiscale automatizzati basati su intelligenza artificiale, capaci di analizzare rapidamente documenti complessi e proporre strategie personalizzate. Il mercato ha interpretato la notizia in modo diretto e quasi brutale: se l’AI può fare pianificazione, allora il modello tradizionale della consulenza è a rischio. La realtà, come spesso accade, è più sfumata. [...]
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