In ogni fase di incertezza finanziaria, il capitale tende a interrogarsi sulla stessa questione: stabilità o potenziale? Da un lato ci sono BTP, titoli di Stato e buoni postali, strumenti che offrono flussi definiti e una garanzia istituzionale. Dall’altro c’è il Bitcoin, asset privo di cedole e di rimborso garantito, il cui valore dipende interamente dalla fiducia e dalla liquidità globale.
Il confronto non è ideologico, ma strutturale. I titoli sovrani offrono prevedibilità: il rendimento è noto, la scadenza è definita, e il rischio è principalmente legato alla variazione dei tassi o all’inflazione. In un contesto in cui i tassi sono tornati positivi, questa prevedibilità assume un peso ancora maggiore, perché consente di costruire aspettative sui flussi futuri con un grado di certezza superiore rispetto ad asset che oscillano in modo non lineare. [...]
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